mercoledì 8 dicembre 2010

Q di CULTURA ...



Quello che vorrei mai scrivere a mio figlio....Cerchiamo di lavorare uniti ,perche' questo NON accadi !!!



11 LUGLIO 2025

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

lunedì 25 ottobre 2010

Spegnamoci o spegnamola ?





Essere pazienti e' una bella dote , credere che la violenza sparisca e'quasi utopia.
Dobbiamo avere il coraggio di spegnere la TV , fintanto che continua a buttarci in faccia un mare di violenza che ferisce e danneggia la psiche di chi la guarda .
I TG sono il riassunto della violenza che si consuma nelle nostre citta', insieme alle banalita , al litigio , al fiume di chiacchiere che ogni istante e giorno ci viene" OFFERTO " dai nostri politici.
I Film che ci vengono proposti , sono una raccolta di scene di morte e violenza gratuita.
Il resto e' ancor piu' desolante con programmi ancora piu' micidiali
perche' offrono soltanto banalita' , volgarita' e sopratutto INCONSISTENZA .
Tutto questo bombardamento quotidiano non puo' che provocare la nascita di una creatura che spargera' altrettanti semi infetti nelle teste altrui .
La cultura dell'EGOISTA serpeggia tra Noi ormai da tempo .
Cerchiamo di fermare questo scempio prima di SPEGNERCI definitivamente .
SPEGNAMO LA TELEVISIONE !!!

martedì 12 ottobre 2010

Sono ANORMALE e me ne vanto !


Salve a tutti VOI....e' il mio modo di vedere le cose che mi porta a tener spenta la TV. Nonostante tutto riesco ugualmente ad essere aggiornato sui fatti che avvengono in questa fantomatica Repubblica. Come faccio ? Gli amici , i colleghi , i giornali che intravedo in giro( non ne compro) ,la radio e sopratutto la rete Internet. Oggi sento per radio di un agressione da parte di un uomo a una donna , il quale l'ha mandata in coma con un pugno . Il fatto ,accaduto alla stazione di Roma , non ha nulla di eccezionale tranne la piu' normale INDIFFERENZA della gente che passa non curante del corpo di questa donna disteso di traverso al camminamento .Non entro nel merito di chi ,di cosa o del perche' di tale gesto, ma considerare NORMALE il corpo svenuto di una persona , da parte dei passanti mi porta alla memoria il musicista Rumeno ucciso per errore alla stazione di Napoli da un colpo esploso da delinquenti in moto .Questa societa' si sta' trasformando in un ammasso di individui EGOISTI e privi di VALORI ,capaci di guardare solo ai propi affetti e non curanti del PROSSIMO . Bella questa parola ...Prossimo...per Me significa innanzitutto chi ha bisogno di Noi ,chi vive un momento di sofferenza e disagio. Alcuni anni fa', fui testimone di un pestaggio in strada da parte di un uomo di colore ai danni della sua donna .Passavo di li in auto , ma non esitai un secondo ,mi fermai e soccorsi la donna sotto la minaccia dell'uomo che non esitava a demordere dal suo obbiettivo ...picchiarla . Era sfigurata in faccia e perdeva sangue , nonostante cio' non ero l'unico ad aver assistito al pestaggio . La gente era li' ...chi ai balconi ,chi al cancello chi poco distante, ma tutti spettatori . Se oggi, per molti ,un comportamento NORMALE significa starsene in disparte a guardare , son contento di poter dire ...sono ANORMALE E ME NE VANTO !!! Spegnete la TV e diventate GIOCATORI della VITA !!!

giovedì 16 settembre 2010

C'e' FUTURO per i nostri figli ?



Davanti a certi fatti ,come una malattia, un incidente si riesce sempre a trovare le forze per tirarsi su' . Ma cosa possa passare per la testa di un ragazzo ventisettenne che non riesce a vedere piu' futuro nella sua vita , questo non si sa' !!! Il resto lo lascio leggere a VOI ......

PS: Lettera mandata a Grillo e visibile nel suo Blog .

"Caro Beppe,
oggi ho letto una notizia che mi ha lasciato uno sconforto infinito e una rabbia indescrivibile. Ieri Norman, un ragazzo di 27 anni, si è tolto la vita lanciandosi dal terrazzo della facoltà di lettere di Palermo perchè non riusciva più a vedere il suo futuro, chiuso da un ambiente che non riesce a dare lavoro neanche ai migliori. Si era laureato con il massimo dei voti in filosofia della conoscenza e della comunicazione. Lascia una famiglia distrutta che non troverà mai pace per quello che è successo. Suo padre ha parlato di "omicidio di Stato" e ha detto il vero. Questi vecchi bastardi che hanno in mano il Paese ci stanno togliendo tutto, pure la possibilità di sognare una vita normale. Spero darai spazio a questa notizia che ovviamente non è stata neanche accennata dalle tv del regime. Forse non è molto, ma credo che almeno questo Norman lo meriti e spero possa servire ad aprire gli occhi a quanti stanno svendendo il nostro domani per soldi e mignotte." Alberto M.