giovedì 16 settembre 2010

C'e' FUTURO per i nostri figli ?



Davanti a certi fatti ,come una malattia, un incidente si riesce sempre a trovare le forze per tirarsi su' . Ma cosa possa passare per la testa di un ragazzo ventisettenne che non riesce a vedere piu' futuro nella sua vita , questo non si sa' !!! Il resto lo lascio leggere a VOI ......

PS: Lettera mandata a Grillo e visibile nel suo Blog .

"Caro Beppe,
oggi ho letto una notizia che mi ha lasciato uno sconforto infinito e una rabbia indescrivibile. Ieri Norman, un ragazzo di 27 anni, si è tolto la vita lanciandosi dal terrazzo della facoltà di lettere di Palermo perchè non riusciva più a vedere il suo futuro, chiuso da un ambiente che non riesce a dare lavoro neanche ai migliori. Si era laureato con il massimo dei voti in filosofia della conoscenza e della comunicazione. Lascia una famiglia distrutta che non troverà mai pace per quello che è successo. Suo padre ha parlato di "omicidio di Stato" e ha detto il vero. Questi vecchi bastardi che hanno in mano il Paese ci stanno togliendo tutto, pure la possibilità di sognare una vita normale. Spero darai spazio a questa notizia che ovviamente non è stata neanche accennata dalle tv del regime. Forse non è molto, ma credo che almeno questo Norman lo meriti e spero possa servire ad aprire gli occhi a quanti stanno svendendo il nostro domani per soldi e mignotte." Alberto M.

domenica 29 agosto 2010

Perche' non IO ....



Il problema di NOI Italiani (e mi ci metto anch'io ) e' che deleghiamo sempre agli altri cose che dovremmo , innanzitutto , interessarci in prima persona . Proviamo un 'attimo a pensare come sarebbe il nostro comune con qualche piccola idea espressa a qualche consigliere o al consiglio comunale .....PROVATE A IMMAGINARE !!!
Nel frattempo vi lascio a questo post di Grillo , da leggere senza preconcetti , che lascia la bocca amara !

Ieri camminavo in spiaggia tra le persone. Qualcuna mi riconosceva e mi faceva una domanda che era poi sempre la stessa: "Cosa succederà dell'Italia? Come ne usciremo? Cosa si può fare?".Qualche volta iniziava un dialogo, una conversazione e si aggiungeva via via altra gente ad ascoltare. Mi sembrava di fare un comizio a Hyde Park a Londra, dove chiunque può salire su una cassetta di frutta e arringare i passanti. Ero sulle dune di sabbia invece che ai giardini pubblici. La diagnosi dei mali d'Italia era quasi sempre condivisa: l'occupazione dello Stato da parte dei partiti, il declino della scuola, della ricerca, la deindustrializzazione, la perdita di valori morali, il lento incagliarsi del baraccone in cui viviamo nelle secche dell'indifferenza. Alcuni gridavano: "Forza Grillo!", "Sei l'unica speranza rimasta, Grillo!". Più li ascoltavo, più mi preoccupavo. Provavo la sgradevole sensazione di un "Armiamoci e parti (io da solo)". E ho cominciato a interrogarli chiedendo come avrebbero cambiato le cose. Le risposte erano sempre al condizionale: "Farei, direi, progetterei...". Alla mia domanda sul perché non "Fate, dite, progettate ora?" e passassero all'indicativo presente, le facce cambiavano espressione, gli sguardi si facevano più sfuggenti ed emergeva una lieve irritazione contenuta, come a rimproverarmi di uno sgarbo. La moglie di un medico ospedaliero mi ha spiegato che suo marito non può mettersi contro il sistema, lo distruggerebbero, lo stesso ha detto un impiegato statale, un commesso di un grande magazzino, un vigile urbano. Non vogliono correre il rischio di perdere il poco o molto che hanno. E questo li inchioda al muro come uno spillone con una farfalla. Li capisco, ma fino a quando la maggioranza degli italiani ragionerà così non ci saranno cambiamenti radicali. La responsabilità individuale si ferma di fronte al proprio benessere, ma senza responsabilità individuale, senza il coraggio della denuncia, dell'esporsi in prima persona non c'è un progetto di società. Gli italiani sentono il rumore della cascata, sanno di essere su una barca piena di buchi, ma finché non precipiteranno nelle rapide, in molti rimarranno a guardare.
Leo Longanesi disse che gli italiani accorrono in soccorso del vincitore, ma per quello che ci aspetta, il default sociale e economico, non ci saranno vincitori, ma solo vinti. Di chi accorreremo in soccorso?
Prigioniero di questi pensieri guardavo il mare, verso la Corsica, e mi è venuto in mente, non so perché, Newton, che non c'entra nulla con il futuro dell'Italia: "Mi sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l'oceano della verità giaceva insondato davanti a me".
Il nostro futuro è ancora tutto da scrivere.

venerdì 16 luglio 2010

19 LUGLIO 1992

Vi e' mai capitato di trovare ,facendo zapping, un film che avete visto un migliaio di volte e che non vi stanchereste mai di rivedere...??? NO ,stasera vi guarderete questo bel pezzo...!!! Io non vi parlero' di cinema e ne di fiction ma di una persona in carne e ossa che ha e fara' la storia italiana . Credevo in LUI e Credo che l'Italia abbia molte persone con il sangue intriso della sua LEGALITA'. Una frase che mi piace ricordare e' questa : LE VOSTRE IDEE CAMMINERANNO CON I NOSTRI PIEDI ....questo e' il pensiero delle persone che lo hanno visto lavorare con il suo collega ed amico......VIVA BORSELLINO ...VIVA FALCONE ...VIVA IL POOL ANTIMAFIA ...



giovedì 1 luglio 2010

NO AL BAVAGLIO!!!

Lettera dall'Aquila.....


.....Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai.

Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non
vi ho più fatto ritorno.
Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una
parete crollata.

Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di
dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di
anni fa.
Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci
che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.

E mi sale il groppo alla gola.

Le dico che abitavo proprio lì.

Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città
oggi.

Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto
che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che
non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i
contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno
stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte
quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli,
ben ventisettemila, neanche quel piccolo
contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava
per un'appartamento in via Giulia, a Roma.


La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a
prezzi di residenze di lusso.

Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari
senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.
Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle
scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema.
" Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete
restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."


Loro non scrivono voi condividete


QUESTA FOTO NON LASCIA DUBBI...SIAMO IN DECADENZA !!!!!!!!!!